Alcuni consigli
per smettere di bestemmiare
"Sforzatevi di entrare per la porta stretta" (Lc 13,24)
Sottoporsi a una lunga dieta ferrea pur di poter sfoggiare una linea invidiabile? Allenarsi duramente in palestra per riuscire a mostrare un corpo tonico e muscoli ben definiti? Rinunciare a cibi o bevande per mantenere in salute il proprio corpo? Dedicarsi con assiduità allo studio al fine di ottenere il posto di lavoro agognato? Sono tante le situazioni della vita in cui ciascuno di noi è in grado di esercitare la propria forza di volontà e di ottenere con fatica e impegno quanto ci si è prefissati.
Anche nella vita spirituale (o forse sarebbe meglio dire "soprattutto") è necessario faticare ed applicarsi con costanza per entrare in quella che Gesù definisce la "porta stretta". Il vizio della bestemmia non fa eccezione a questa regola. L'unico modo per imparare a rispettare il nome di Dio è quello di iniziare a lavorare seriamente su questo problema, affidandosi alla grazia con cui il Signore sosterrà sicuramente questo cammino.
1. Coinvolgi i tuoi familiari e/o amici in questo proponimento. Ti potranno aiutare a rispettare il tuo impegno e ti sentirai responsabilizzato di fronte a loro.
2. Sostituisci le espressioni blasfeme con altri insulti rivolti ad entità/personaggi inesistenti o al demonio (es. porco demonio). In questo secondo caso, combatterai direttamente la bestemmia attaccando colui che ti tenta e che gode delle offese a Dio.
3. Se sei più avanti nel cammino di guarigione da questo vizio, quando capisci che stai per pronunciare una bestemmia, puoi chiedere aiuto a Dio o benedirlo, invece di insultarlo (es. aiutami Signore/Dio sia benedetto).
4. Prova ad analizzare i motivi per cui bestemmi. Indica in un foglio i fatti/le situazioni che in una giornata ti hanno spinto a bestemmiare. Ti accorgerai che le ragioni sono spesso stupide; imparerai anche a riconoscere le situazioni pericolose e a prevenire le espressioni blasfeme.
5. Stabilisci un sistema di premi o punizioni per il rispetto di questo impegno. Ad esempio, per ogni bestemmia che pronunci, potresti dare 50 centesimi/un euro in offerta oppure potresti sottrarre dei minuti alla tua pausa quotidiana davanti alla TV. D’altro canto, se invece eviti di bestemmiare, potresti premiarti in qualche modo.
6. Prega il Signore affinché ti aiuti a mantenere gli impegni presi e allontani da te le occasioni di peccato.


Tre buoni motivi
per cui un credente non dovrebbe bestemmiare
1
Non bestemmiare perché lo chiede espressamente il primo comandamento: “Non nominare il nome di Dio invano".
I comandamenti sono la strada che Dio ci ha indicato per vivere una vita piena e felice.
2
Non bestemmiare perché il nome di Dio è santo e va onorato.
Pensa a quanto rispetto riserviamo al nome delle persone che amiamo. Dio è più grande di noi uomini e, se anche avessimo la triste abitudine di insultare il prossimo, Dio non può essere trattato come un semplice uomo.
3
Non bestemmiare perché come cristiano dovresti testimoniare agli altri la bellezza della fede.
Se tu credi in Dio che è amore e ti è padre, come puoi bestemmiarlo? Quale messaggio arriverà a chi non ha il dono della fede?
Tre buoni motivi
per cui un ateo non dovrebbe bestemmiare
1
Non bestemmiare perché non puoi essere sicuro che Dio non esista.
Nel dubbio, è meglio evitare di offendere Dio che, se esiste, ha in mano il tuo destino eterno.
2
Non bestemmiare perché questa abitudine denota maleducazione.
Il rispetto è un valore fondamentale per la nostra società. Esistono giornate dedicate a questo tema e campagne di sensibilizzazione. È necessario rispettare anche chi crede.
3
Non bestemmiare perché il nome di Dio non è una parola qualsiasi ma ha un valore storico-culturale.
Tante persone nella storia e, ancora oggi, in alcune parti del mondo, sono morte e muoiono per amore di Dio. Alcuni donano tutta la loro vita a Lui, consacrandosi come sacerdoti o religiosi. Scrittori e filosofi si sono interrogati sulla sua esistenza.
Rispetta il nome di Dio
Combatti la bestemmia insieme a noi!
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"Quanto a me e alla casa mia, serviremo il Signore" (Gs 24,15)
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